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micol ...manere in vita, donec retinebit voluptas...
5 febbraio 2010
Voluttà
 
Di gioia mi profuma la vita la memoria
dell’ore che fu mia la voluttà che volli.
E di gioia profuma la vita mia lo schifo
d’ogni abitudinaria voluttà.
 
Costantino Kavafis



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29 gennaio 2010
...

D
isegni nei miei occhi
la quiete del paesaggio.

Ridi
in mezzo alle foglie
come se illuminassi
pioppi lanciati
al cielo.

Porgi amore
al crosciare delle rapide
perché questa poesia
sorga alla terra.

Disegni nei miei occhi
la quiete del paesaggio.
Francisco Véjar





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24 gennaio 2010
Divinazione
 



Essere sempre pronti all’imprevisto.

Può visitarti qualcuno che hai sognato.
Meglio pulire casa per fare buona figura.
Ci sono cose a cui non dovresti pensare.

Può visitarti qualcuno che hai sognato.
È un vecchio amico che non riconosci?
Ci sono cose a cui non dovresti pensare.
Chi è l’estraneo comparso alla tua porta?

È un vecchio amico che non riconosci?
Nota il freddo scrutare dei suoi occhi.
Chi è l’estraneo comparso alla tua porta?
Ti chiedi a volte cosa stai aspettando.

Nota il freddo scrutare dei suoi occhi.
Meglio pulire casa per fare buona figura.
Ti chiedi a volte cosa stai aspettando.
Essere sempre pronti all’imprevisto.
Dana Gioia




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8 gennaio 2010
...
 
La curva dei tuoi occhi fa il giro del mio cuore,
girotondo di danza e di dolcezza,
aureola del tempo, culla notturna e sicura,
i tuoi occhi non m’han sempre veduto
io non so tutto quello che ho vissuto.

Foglie di luce e schiuma di rugiada,
canne del vento, sorrisi odorati,
ali che rischiarano il mondo,
navi di cielo cariche e di mare,
sorgenti dei colori, a caccia d’ogni suono.

Profumi schiusi da una covata d’aurore
che giace ancora sulla paglia degli astri,
come il giorno deriva da innocenza
intero il mondo dai tuoi occhi puri
e il mio sangue fluisce in quegli sguardi.

Paul Eluard



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4 gennaio 2010
...

Il tuo corpo tagliato
da una lama di luce –
per metà carne,
per metà ricordo.

Illuminazione obliqua,
il grande letto
intero,
il tepore lontano,
e la coperta rossa.

Chiudo la porta,
chiudo le finestre.
Vento con vento.
Unione inespugnabile.

Con la bocca piena
di un boccone di notte.
Ahi, l’amore.

Ghiannis Ritsos



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2 gennaio 2010
Le finestre


In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m’aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s’apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle, forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.
Costantino Kavafis



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31 dicembre 2009
A Lou Andreas-Salomé

 

III

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è piú vero,
piú del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.
Rainer Maria Rilke



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27 dicembre 2009
Poesia

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Sempre dove tu sei
in quello che faccio
girandoti ti tengo le braccia

la mia carezza giace dove ti volti
il tuo sguardo è nei miei occhi

mi volto per stringerti le braccia
tu tieni in te la mia carezza

toccandoti per stringere in te
l'unica forma del nostro sguardo
tengo il tuo viso verso di me

sempre dove tu sei
la mia carezza per amarti ti guarda negli occhi.
Harold Pinter




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20 dicembre 2009
...
 
Crudelmente, amore,
attraversa l’autunno
nei cui capelli sta l’ultimo fiore,
le tue labbra son fredde di canzoni

poiché, chi di noi due
sarà il primo a trascorrere, a sfiorire?
Il tramonto riluce in superficie
e, crudelmente, cala
verso l’erba
la luna

amore, incedi
nell’autunno
amore, poiché l’ultimo fiore
nei capelli appassisce,
i tuoi capelli sono
freddi di
sogni,
tu sei fragile, amore

ma percorri
l’autunno in lungo e in largo
e sorridi cinereo alle persone
che obliquamente temono
l’inverno.

E. E. Cummings



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18 dicembre 2009
Sera grigia

Mi duole in petto la bellezza: mi dolgono
le luci

nel pomeriggio arrugginito; mi duole
questo colore sulla nube – viola plumbeo
viola repellente; il mezzo anello della luna
che brilla appena – mi duole. Passò un
battello.
Una barca; i remi; gli innamorati; il tempo.
I ragazzi di ieri sono invecchiati. Non
tornerai indietro.
Serata grigia, luna sottile, – mi fa male
il tempo.
 Ghiannis Ritsos



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Curiosità
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A Micol
Conosco tutte le derive nelle quali godere nel mettere in scena mutevoli acrobazie. Solo tu rendi il mio corpo degno di essere vissuto. Prego che sempre riesca il mio quotidiano peregrinare ad essere degno scenario alla tua venerazione. Colmo ogni anfratto del mio pensiero dei soli odori che ti appartengono. Consumami ed io tornerò sempre a proteggere la terra scolpita dai tuoi passi.

U.

Mia irrinunciabile Micol... procedo con fare psychopatico ad ipotizzare una scena per la tua tortura. Non posso. È che la pelle mia trema di fronte alla tua potenza. Essa si esprime, rinnovandosi, ad ogni carica che la mia povertà di essere ordinario, sciagurato, le innesca. Non temere, i miei luoghi non possono essere profanati da colei che ne rappresenta le essenze. Il mio freddo è arrivato, un nuovo candore si aggiunge all’impeto mai assopito che anela il tuo odore. Micol! Il nostro quotidiano si perpetua grazie alla tua stoica resistenza. Non guardo alle mie spalle: la tua luce è troppo smagliante! Ti seguirò ovunque. I tuoi baci lasciano ognuno una nota che si aggiunge alla suite infinita che continuo ad ascoltare basito, aspettandone altre che rinnovino i motivi e le armonie, così che vivere con te sia l’unico vivere!
U.


Su Micòl
Seppur donna di spirito, continui a rifiutare il tuo futuro sociale e democratico; lo aborri, preferisci le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui e ancora di più il passato. Dolce, caro, pio passato. Rimani l'unica ad essere stata investita dal soffio della verità. Ti descrivono pigra, civetta, amante di anziani venditori di parrucche e collezionista di inutili bibelots di vetro. Ti sottovalutano. Ciò malgrado tra di noi resti la sola che sa, che ha capito. Ovviamente - direbbe il caro maestro - nulla.
B.

"...il suo corpo, insomma, quel corpo indolente e potenziato, messo in risalto dalla malattia e reso, così, doppiamente corpo..."
Thomas Mann


"... quasi presaga della prossima fine, sua e di tutti i suoi, Micòl ripeteva di continuo a Malnate che a lei del suo futuro democratico e sociale non gliene importava un fico, che il futuro, in sé, lei lo aborriva, ad esso preferendo di gran lunga «le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui», e il passato, ancora di più, «il caro, il dolce, il pio passato». E siccome queste, lo so, non erano che parole, le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire, di esse, appunto, e non di altre, sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare."
Giorgio Bassani



I'll be your mirror
Reflect what you are,in case you don't know
I'll be the wind, the rain and the sunset
The light on your door to show that you're home
When you think the night has seen your mind
That inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'Cause I see you
I find it hard to believe you don't know
The beauty that you are
But if you don't let me be your eyes
A hand in your darkness, so you won't be afraid
When you think the night has seen your mind
That inside you're twisted and unkind
Let me stand to show that you are blind
Please put down your hands
'Cause I see you
I'll be your mirror
 


Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
G. D'Annunzio

Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.

Piove
da un ciclo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.

Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c'è terremoto
né guerra.

Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia
e sulla greppia nazionale.

Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.

Piove 
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l'assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l'ha ordinato.
Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.

Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.
E. Montale



IL CANNOCCHIALE